L’Ecuador indossa casco e paraspalle

Walter Sabbioneda sarà l’Head Coach dei sudamericani

walter sabbioneda e william de la cueva

William de la Cueva e Walter Sabbioneda


Mi sento un po’ come il Gionni Colombo dell’Ecuador”, dice non senza schernirsi un po’ Walter Sabbioneda, coach con più di 30 anni d’esperienza da giocatore (Vikings, Frogs…) e sette da allenatore tra Italia, Spagna e Francia. “Ho sempre sperato che il football attecchisse anche in Ecuador”, continua, “e quando ho sentito del Camp non ho resistito e mi sono proposto per dare una mano. Mi hanno dato la carica di direttore dell’evento…

Il Camp si è tenuto presso il Parco Carolina di Quito, una sorta di “Central Park”, tanto per inquadrare il contesto. Molta la stampa presente, complice anche una non certo celata curiosità, e moltissimi ragazzi provenienti da tutto l’Ecuador a cimentarsi in esercizi, passaggi, corse e placcaggi. “Ho trovato ragazzi provenienti da tutte le parti dell’Ecuador, con tanta voglia di giocare. Le basi sono ancora molto basse, com’è ovvio per un movimento appena nato, che non si può nemmeno definire in crescita. Tra i presenti anche quattro ecuadoriani che giocano all’estero, tra i quali il qb dei Geneva Seahawks, squadra di seconda divisione svizzera.

Sabbioneda e la nazionale ecuadoriana, com’è andata? “Ho vissuto 3 anni in Ecuador, mia moglie è di laggiù, ho sempre teso l’orecchio per veder se partisse qualcosa e quando è successo mi son proposto. Ed eccomi qui“.

Progammi? “Sono stato nominato Head Coach della futura Selezione Ecuadoriana di Football Americano. Il debutto è a inizio dicembre quando parteciperemo a un torneo in Peru con due squadre peruviane, una messicana, e una colombiana.  Alla partita (la prima partita in Ecuador con caschi e paraspalle…) che abbiamo organizzato al Parco Carolina di Quito abbiamo avuto centinaia di persone. Speriamo che la curiosità si trasformi presto in interesse e che il movimento cresca come cresce in tutto il mondo.

In Ecuador, ma non solo nel paese sudamericano, oltre al “football in campo” c’è bisogno di organizzazione e partecipazione. “speriamo di accendere la curiosità verso il nostro sport”, conclude Walter, “E’ fondamentale trovar gente disposta a investire il proprio tempo anche nell’organizzare, nel gestire, nel programmare. Per me è un onore aiutare il movimento a crescere partendo da zero“.

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