Legio XIII – Camp “Try-In” con sorpresa

legioXIII try-in
Si è svolto lo scorso weekend il Camp della Legio XIII. Un camp un po’ fuori dagli schemi a cominciare dal nome: “Try In”, a differenza degli usuali “Try Out”, selezioni, cui siamo abituati. In campo ben 42 ragazzi, sei dei quali affetti da sindrme di down. “Questi ragazzi mi hanno conquistato con i loro sorrisi e il loro coraggio nel partecipare al camp”, dice un soddisfattissimo Marco Bozzarini, ds della squadra romana. “Se ne trovo uno adatto lo metto in squadra“, continua. “Voglio dimostrare al sistema, a questo sistema, che lo sport non ha  confini e che è solo una questione di volontà. Il resto sono, spesso, preconcetti“.

La Legio non è nuova a innovazioni nel mondo del football: iniziarono a inserire le donne in squadra, giocarono con un ragazzo affetto da sclerosi e fu scelta dal Ministero di Grazia e Giustizia, la Legio XIII, come “operatore” per ragazzi con problemi sociali o di giustizia. Nel frattempo la Legio XIII ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le Fiamme Oro, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza per l’attività organizzata con l’Elmhurst College mentre dal prossimo settembre, l’attività giovanile sarà inserita dal Ministero per le Pari Opportunità tra quelle “di rilevo nell’ambito della prevenzione e del contrasto dei fenomeni di discriminazione razziale“.

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