Esordio difficile per la “nuova Svizzera” contro la Serbia

La squadra balcanica non fa sconti ai confederati

svizzeraserbia017_01Che sarebbe stato un esordio difficile, quello della “Nuova Svizzera”, era stato messo in preventivo dal coaching staff. Nuovi gli allenatori, nuovi gli schemi, pochissima la preparazione collegiale.

E infatti la Serbia, davanti a un buon pubblico presente al Deutweg di Winterthur, si aggiudica l’incontro amichevole per 17-0. Nel primo quarto Baumann calcia fuori (di un soffio, ma pur sempre fuori) un field goal più o meno dalle 10yds e sul “capovolgersi dell’azione” (con un’ottima corsa e un’altrettanto buona ricezione) la Serbia si ritrova con quattro tentativi e una decina di yds prima dell’end zone. Tra corse bloccate e falli dell’attacco si giocano diversi tentativi, l’ultimo dei quali vale la prima segnatura della partita da parte di Predag Mladenovic che centra i pali da circa 15 yds (palo-goal, per la precisione…). Nel secondo quarto ancora Serbia a punti, con Milos Kolibar che ricopre in end zone un fumble svizzero. Il primo tempo si chiude sul 10-0 per i serbi che mettono in campo una difesa aggressiva capace di impensierire a ogni down la linea d’attacco di casa.
Nella ripresa la Svizzera sembra più convinta dei propri mezzi mettendo spesso in seria difficoltà l’attacco in maglia bianca. Il coaching staff alterna tutti e 4 i quarterbacks a disposizione (Baumann, Gächter, Nydegger e Zavadil) e tutto sommato qualcosa l’attacco lo combina: buone le corse di Jeremy Medici e le ricezioni di Brian Keene, ma non bastano a sbloccare l’offense elvetica. Nell’ultimo quarto di gioco è una corsa di Vladimir Ksrtic a metter la parola fine alla sfida.

sarcevicAbbiamo viaggiato per 18 ore“, dice l’head coach serbo George Sarcevic. “Siamo partiti in pulmann da Belgrado venerdì in serata e siamo arrivati ieri pomeriggio. Una breve sessione di “ambientamento” e poi tutti a dormire.” Due parole sulla partita? “Mi è piaciuto come la nostra squadra ha giocato, con la grinta e la determinazione giuste.” Difesa aggressiva e attacco che ha fatto il suo senza strafare: “La difesa ha espresso un gioco molto intenso impedendo agli svizzeri di sviluppare i loro schemi. L’arbitraggio è stato molto bilanciato, forse qualche flag di troppo, ma tutto nella norma. Falli probabilmente dettati più dalla stanchezza, visto che sono avvenuti quasi tutti nel finale, che dalla voglia di far male.

moriscoSiamo un gruppo nuovo“, dice Antonio Morisco allenatore della difesa svizzera. “Siamo un coaching staff nuovo, con un playbook nuovo e con ragazzi che hanno fatto football insieme solo tre volte“. Comunque soddisfatto della partita? “Tutto sommato sì, se la vediamo nella giusta ottica che è quella della crescita. Certo, abbiamo perso e mi dispiace, ma questa partita deve esser vista come parte di un programma di sviluppo che è appena partito“. Prossimo impegno della Nazionale Rossocrociata a gennaio contro l’Italia.

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