Italia-Svizzera, la “prima volta” di coach Giuliano

Il nuovo allenatore azzurro spiega la “nuova italia”

davide giuliano HC blue teamInizia ufficialmente il nuovo corso della Nazionale di Football Americano. Il “Blue Team” infatti scenderà in campo domani alle ore 18 a Pero (Milano) presso il campo di Via Papa Giovanni XXIII (che domenica sarà teatro delle finali dei campionati giovanili per un week-end all’insegna del football americano) contro la Svizzera. Sarà la prima volta per il nuovo capo allenatore Davide Giuliano, anche se in realtà il suo lavoro è iniziato già da tempo con una serie di raduni che gli hanno consentito di coinvolgere un grande numero di giocatori nel progetto finalizzato ai campionati europei del 2016. E’ proprio lui a presentare la sfida.

Coach, che cosa si aspetta da questa partita? Mi aspetto di vedere in campo una squadra determinata a fare bene e a lottare fino alla fine per vincere questa partita, gli atleti hanno lavorato molto durante i raduni e finalmente è arrivato il momento di mettere in pratica quello per cui si è lavorato.

Qual è il giudizio sui raduni effettuati in autunno?Positivo, l’affluenza è stata ottima nonostante gli accadimenti ormai noti relativi alla precedente gestione ci abbiano spinti un po’ troppo verso l’inverno inoltrato. Siamo riusciti ad installare gran parte dei sistemi di gioco e raduno dopo raduno i ragazzi hanno mostrato di aver interiorizzato gli schemi. Siamo ancora in una fase molto embrionale ma credo che nulla sia meglio della competizione contro un’altra nazionale per trarre indicazioni su quali siano gli aspetti da meglio curare nei prossimi raduni.

Che tipo di squadra è la Svizzera?E’ una squadra molto giovane, come la nostra, che sta iniziando un percorso simile a quello della nostra Nazionale. Ha tanti convocati e un ritrovato entusiasmo attorno ad un coaching staff nuovo e molto giovane. Non credo sarà una partita facile, hanno delle ottime individualità ed hanno avuto modo, come noi, di preparare la partita al meglio.

Più in generale, che cosa ti proponi per il tuo lavoro di head coach e che cosa ti porterai dietro delle tue esperienze con gli head coach precedenti?I miei Head Coach precedenti in Nazionale sono stati prima Giorgio Longhi, quando ancora giocavo, e poi Vinny Argondizzo. Esperienze indimenticabili che mi hanno regalato un bagaglio incredibile, due persone molto diverse tra loro ma sicuramente due innamorati del football e della Nazionale.
Il mio desiderio, o meglio la mia ambizione maggiore è che questa Nazionale inizi un percorso che la porti ad essere uno dei punti di riferimento per chiunque sia appassionato di football a qualsiasi livello in Italia, a prescindere da chi saranno i coach e i giocatori futuri, che sia un ambiente sano di sport e competizione e che possa fungere da modello, uno dei modelli possibili, per le altre squadre. Se saremo capaci di mettere in moto questo meccanismo sono certo che in futuro non si potranno che avere risultati positivi.

Quanto è importante la Nazionale per trainare tutto il movimento? Che la nostra Nazionale sia competitiva a livello internazionale credo sia importantissimo per la Federazione, non voglio fare paragoni scomodi con altri sport che vivono delle imprese della loro Nazionale perché siamo ancora molto distanti ma sono certo che una Nazionale competitiva e sana non può che essere per tutti noi uno stimolo a crescere e fare sempre meglio.

luca pelosi, ufficio stampa fidaf – foto sergio brunetti

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