Milano: derby in Blue Navy

Seamen in bianco - foto dario fumagalli

Il primo derby milanese della stagione ha un solo colore: il blue navy. L’assenza di T.J. Pryor, tra le fila dei Rhinos, solo in parte giustifica il pesante 34 a 0 con il quale gli uomini di Paolo Mutti archiviano la pratica conquistando il terzo successo consecutivo in campionato.
La quinta vittoria dei Marinai, su sei match disputati dal 2011 ad oggi, nella più classica delle stracittadine, è figlia di una prestazione concreta e povera di errori nella quale Jonathan Dally e il suo attacco realizzano cinque touchdown, due nel primo, tre nel secondo tempo, sciorinando un gioco essenziale nel quale stona giusto qualche sbavatura. Un paio di passaggi banalmente “droppati” avebbero infatti permesso ai Seamen di comandare con maggiore facilità una prima parte di gara infiammata soltanto dal touchdown di Gianluca Santagostino, per lui la solita ricezione nel corner destro e da Daniele Pezza, quest’ultimo rapido e letale nel convertire un fumble in sei punti sonanti. Orbata del suo leader, un po’ come avvenne ai campioni d’Italia nello sfortunato debutto di Parma, la Milano nero arancio è costretta a imbastire tutto il gioco offensivo sul running game, scelta sì obbligata, ma troppo monocorde per sperare in un esito positivo. Capita così che i rischi paventati dall’incrocio con i Rhinos si dissolvano nei primi tepori primaverili con il povero Pietro Elmi, a lui spetta un riconoscimento per il coraggio messo in campo, costretto perennemente a fuggire alla pressione della linea tricolore.
Dal canto suo, soprattutto nel terzo quarto, Jonathan Dally sale letteralmente in cattedra vivisezionando la secondaria avversaria con lanci tanto precisi quanto chirurgici, utili a spedire a punti prima Stefano Di Tunisi, per lui un tracciante che chiede solo di essere portato in end zone, poi Mattia Binda, davvero bravo nel raccogliere il pallone un attimo prima che tocchi terra. Sul 28 a 0 per i campioni d’Italia c’e’ tempo anche per lo spettacolo con Justin Bell che, dopo aver intercettato un pallone messo in aria avventurosamente da Elmi, si esibisce in un ritorno d’intercetto che si spegne solo ad un pugno di yarde dalla terra promessa. Tocca allora a Filippo Fiammenghi, siamo in apertura d’ultima frazione, fissare il punteggio, sempre su ricezione, sul definitivo 34 a 0. L’amaro in bocca, oltre ai tifosi dei Rhinos, in realtà resta anche Pietro Stillitano che sul filo di lana si rende protagonista di una splendida meta, per oltre 30 yarde di portata, vanificata da un intempestivo fallo dei compagni di squadra.

In sede di analisi del match resta la curiosità per quello che sarebbe potuto accadere con T.J Pryor in campo, ma anche la consapevolezza che i 34 punti messi segno dai Seamen sono senza dubbio il miglior viatico per un prosieguo di torneo che tra due settimane metterà di fronte la Milano blue navy alla capolista Bolzano. Nel frattempo l’uovo di Pasqua dei tricolori ha un sapore davvero dolcissimo.

roberto rizza, ufficio stampa seamen – foto dario fumagalli

piede di pagina

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