Seamen pronti per Bergamo

Silvestri

Chiamatela prova generale, con tutto il rispetto per l’avversario, in vista del derby. Ad Azzano San Paolo si respirerà una strana aria, domenica prossima, vuoi perché i Lions giacciono malinconicamente in una posizione di classifica che mal si addice al peso complessivo della squadra e al suo lignaggio, vuoi perché i Seamen, metabolizzata la strana partita di Torino sono chiamati a vincere senza spremere, se possibile, i titolari.

In Piemonte l’idea d’utilizzare alcuni back up, termine improprio visto il livello tecnico degli stessi, da sola non giustifica la poca brillantezza dei tricolori, apparsi molli sulle gambe, causa, questa è la realtà dei fatti, l’impegno europeo che ha giocato un ruolo chiave in tal senso. Colpiti nell’orgoglio, ma non nella classifica che resta ottima, per usare un eufemismo, i “Marinai” approcciano la trasferta sul campo della nobile decaduta con il suono del campanello d’allarme, squillato al Primo Nebiolo, che ancora risuona nelle orecchie e che solo un successo convincente, in terra orobica, potrebbe spegnere. Tra desideri e necessità resta la forbice costituita dagli infortuni, alcuni in fase di rientro, e dall’opportunità di tenere a riposo alcunipezzi da novanta, a Torino è tocc ato a Mattia Binda, giusto per fare un nome, con il derby che bussa alle porte.

I Lions, registrato l’esonero dell’offensive coordinator Andrea Vecchi, quasi la dirigenza volesse rianimare il gruppo con una potente scossa elettrica, meritano comunque rispetto nonostante la classifica li releghi, con un record di nessuna vittorie e sei sconfitte, a principali candidati per lo spareggio che garantisce la permanenza in prima divisione. In casa dei campioni d’Italia le cose positive sono comunque nettamente superiori alle negatività. La roboante vittoria sui Panthers, la bella prova di Thonon, a dispetto del punteggio, e quanto mostrato in stagione sono un biglietto da visita di tutto rispetto. Il finale di regular season è senza dubbio in discesa, ma l’obiettivo prefissato resta ancora lontano e ha la sua casa proprio al Vigorelli.

roberto rizza, ufficio stampa seamen – foto dario fumagalli

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