Domani a Lignano l’amichevole Italia-Serbia

italia-svizzera - foto stefano schwetz

Torna in campo la Nazionale italiana di football americano, che domenica 13 settembre alle ore 15 affronterà la Serbia a Lignano Sabbiadoro (stadio Tehil). Si tratta di un appuntamento molto importante in vista del 2016, anno in cui gli azzurri saranno impegnati nel gruppo B delle qualificazioni ai campionati europei come testa di serie. Nell’altro girone testa di serie sarà la Gran Bretagna. Le vincenti dei gironi se la vedranno poi con Danimarca e Svezia. Una delle possibili avversarie sarà proprio la Serbia, se riuscirà a superare il turno preliminare che la vedrà contrapposta all’Ungheria e a cui è costretta in virtù del quinto posto ottenuto negli ultimi Europei B disputati a Milano nel 2013. Presentiamo la partita con le parole dell’head coach azzurro Davide Giuliano.

Coach, facciamo il punto ripartendo dal raduno dello scorso luglio.  Abbiamo utilizzato il tempo trascorso durante l’estate per analizzare ciò che è stato fatto nel raduno di Milano, correggere gli errori e mettere a punto il piano partita in vista dell’incontro con la Serbia. Nei limiti del possibile sono riuscito a rimanere in contatto con i ragazzi, che sono tutti molto concentrati sulla sfida.

Che squadra è la Serbia?  Si tratta di un avversario molto forte, la loro selezione è formata da giocatori di Belgrado, Vukovi e Kragujevac, tutte squadre valide. Vukovi, peraltro, è stata finalista nella “Big six” EFAF. Il loro punto forte è la difesa, hanno atleti che giocano in Svezia, dove fanno la differenza, e defensive back di livello molto alto. Ho visto la loro ultima partita contro la Svizzera ma per alcuni aspetti non è molto indicativa, dato che in attacco non avevano i titolari. Hanno messo a punto la selezione il 31 agosto, quindi da pochi giorni e lavorano per l’appuntamento che il 10 ottobre li vedrà contrapposti all’Ungheria.

Che cosa ti aspetti dall’Italia?  Mi aspetto progressi in linea col lavoro svolto. Il nostro obiettivo è quello di incontrare le squadre che riteniamo possano far parte del nostro girone e la Serbia è una di queste. Abbiamo già incontrato la Svizzera, che se batterà la Slovacchia farà parte anche lei del girone. Israele è sicura, ma affrontarla sarà un po’ complicato. Stiamo testando i giocatori che hanno lavorato in maneira costante e ato buone prove durante i raduni, per vedere a che punto siamo. Non tutti i giocatori più forti asranno presenti, per via delle presenze ai raduni, ma riusciremo a lavorare bene lo stesso, ne sono convinto.

Su cosa hai basato le scelte?  Ho semplicemente scelto di portare i migliori tra coloro che hanno seguito il programma. Tra l’altro il percorso non è ancora finito, dato che tre mesi prima del girone di qualificazione dovremo presentare un elenco di 75 giocatori, che una settimana prima dovrà essere ridotto a 45. Finora siamo in linea con il programma, abbiamo ridotto il numero dei convocati da 120 a 80 e nei prossimi mesi continueremo con questi 80.

Qual è il bilancio della tua esperienza da head coach della Nazionale fino a questo punto?  Sono molto contento del fatto che abbiamo costruito un gruppo che ha voglia di far parte della Nazionale. Voglia che per una serie di ragioni stava scemando. Vedo molta passione verso la maglia azzurra e questo mi fa ben sperare. D’altronde senza la convinzione in ciò che si fa, qualsiasi coach avrebbe ben poco da fare. Ho cercato di prestare molta attenzione ai giocatori. Sono loro che vanno in campo, se basta poco per farli sentire più al centro dell’attenzione, quel poco va fatto. Hanno capito che stiamo cercando di fare il massimo per loro.

Per quanto riguarda gli oriundi?  Non ci sono preclusioni né favoritismi nei confronti di nessuno. Tutti sanno che se s’impegnano un po’ di più, saranno premiati e non ci sarà nessuno che all’ultimo toglierà il posto a chi se lo è meritato. Oggi e in futuro, se saranno convocati degli oriundi, sarà perché si sono guadagnati il posto con la partecipazione ai raduni.

Cosa manca affinché la Nazionale diventi il volano di tutto il movimento?  Serve una presa di coscienza complessiva da parte di tutte le componenti del football italiano. Bisogna investire sull’immagine della Nazionale, che deve essere impeccabile, affinché diventi l’elemento trainante per tutti. Per una serie di motivi che non dipendono dalla volontà di nessuno, ancora non siamo a questo punto, ma la FIDAF lavora per questo e sono convinto che, per quanto lunga, siamo sulla strada giusta.

La partita di Lignano Sabbiadoro sarà trasmessa in streaming grazie al supporto di IFL Magazine a questo sito: youtube.com/c/IFLMagazineTV

 

Ufficio Stampa Fidaf – foto Stefano Schwetz

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