Il nuovo metodo di comunicazione di Fidaf

Saranno sempre meno i comunicati stampa? Dovremo prepararci a chiudere le caselle email e a scartabellare sul sito federale?

rendall narciso - foto patricia pace
Inutile dire che da quest’anno, da quando la comunicazione federale è stata affidata ad Assofootball (con delibera dell’ottobre scorso), il numero di comunicati inviati ai media è drasticamente diminuito, è crollato. Il ché ha suscitato non poche perplessità tra chi si occupa di diffondere il “verbo football” al pubblico. Certo, qualcosa è stato diffuso in occasione delle finali Under di gennaio, poco o nulla però per Italia-Svizzera andata in scena nello stesso weekend; niente per l’inizio del campionato di Terza Divisione. Si badi bene, non si dice “emesso”, ma “diffuso”. Un conto è scrivere un “comunicato stampa”, un altro è diffonderlo. E pubblicarlo solo sul sito federale senza mandarlo alla stampa, risulta quanto meno contraddittorio, almeno nei termini, e presuppone una “fame” tale di notizie di football da spingere i giornalisti ad affannarsi a cercar eventuali notizie sul sito. Un po’ esagerato, forse…
Per cercare di capire meglio la nuova strategia comunicativa federale, e capire il motivo di questa “avarizia” in fatto di diffusione di informazioni, sono d’obbligo alcune parole con Rendall Narciso, presidente di Assofootball, fondatore di IFL Magazine e con un passato tra Terminators e Rhinos.

Innanzi tutto grazie per il tempo per questa intervista, di tempo non ce n’è mai abbastanza. Prima domanda, giusto per inquadrare la tua figura nell’ambito-football: Chi è Rendall Narciso, come si avvicina al football e quando? – Ciao Sergio, il tempo sicuramente non è mai abbastanza ma la disponibilità e il confronto non devono mai mancare per cui grazie a te per l’opportunità.
Rispondendo alla tua domanda, sono un toscano trapiantato a Milano dopo diverse “peregrinazioni” in Italia ed all’estero. Sono un marito e un papà di due gemelli che negli ultimi 18 anni, non avendo alcuna preparazione specifica (ho un Diploma Linguistico) ed essendo partito senza risorse, ha cercato di cogliere le diverse opportunità che la vita gli offriva. Oggi sono un piccolo imprenditore con interessi nel campo della sicurezza informatica, del software, del food, dell’import-export e nella consulenza manageriale.
Ho conosciuto il Football nel 2013. Alcuni miei dipendenti mi invitarono ad assistere ad un loro allenamento a Gaggiano (MI)… fu un colpo di fulmine.

Dopo aver fondato i Terminator sei passato al management dei Rhinos e poi a IFLMagazine. Ora hai contribuito alla creazione di AssoFootball. Racconta in due parole questo percorso – Come dicevo tutto nacque durante la primavera 2013 nell’Academy di Max Bertolani, indossai per un paio di mesi anche casco e armatura ma presto capii che, per limiti di età e fisici, avrei potuto fare di più contribuendo nel management di un team più che in campo. A settembre dello stesso anno fondai i Terminators con alcuni ragazzi provenienti dall’Academy e tanti nuovi ragazzi che si unirono al progetto grazie, va detto, ai contatti dell’HC. Vincemmo il campionato FIF all’esordio. Da lì il salto in FIDAF, seguendo alcuni dei miei ragazzi, approdai nei Rhinos Milano dove ho collaborato per tutto il 2015 ed è stata davvero una grande scuola oltre una grande soddisfazione per i risultati conseguiti dalla giovanile Campione d’Italia nella categoria Under 16. Nell’anno ai Rhinos mi resi conto di quanto gli enormi sforzi e sacrifici fatti dalla società, dallo staff e anche dai giocatori rimanessero confinati nel piccolo “club” del Football e questo mi stava davvero stretto. Così l’idea di lavorare “ad un altro livello” per cercare di dare una nuova dimensione al Football. Inizialmente pensai di farlo in Lega poi le cose si evolsero diversamente ed insieme a Simone Mingoli creammo l’IFL Magazine che conoscete, un magazine indipendente che ha cercato e continua a cercare di raccontare il nostro sport oltre ai propri confini. A Settembre 2015 ho lasciato il timone a Simone e sulla base dell’esperienza e dei risultati ottenuti con il Magazine ho creato insieme ad altri 14 visionari #ASSOFOOTBALL per andare oltre all’informazione, per investire, creare valore e opportunità anche su altri fronti: la più evidente oggi sono le 25 dirette dai campi di I Divisione per questa regular season, ma questa è solo una di molte.

Assofootball ha organizzato le finali giovanili di Pero e l’amichevole Italia-Svizzera. Com’è andata? Puoi fare un’analisi dell’evento? – Ti ringrazio per la domanda perché non citarlo sarebbe stata un’ingiustizia nei confronti delle tante persone che hanno contribuito a rendere possibile l’evento. Organizzare un appuntamento di tale importanza per una neonata Associazione è stata una vera sfida e un grande atto di fiducia da parte di FIDAF che speriamo di non aver tradito. L’evento è stato un successo di pubblico e l’organizzazione che comprendeva anche 3 eventi fuori dal centro sportivo e la gestione di 3 alberghi per l’accoglienza ha girato come un orologio svizzero grazie alla grande competenza e motivazione dei miei colleghi e dei nostri partner.
Dopo l’evento abbiamo fatto un’analisi di ogni aspetto per trarre insegnamento dall’esperienza e per persone ambizione e perfezioniste come noi i punti da migliorare sono tanti, ma considerando tutto penso che possiamo ritenerci più che soddisfatti. Se proprio dovessi confessare un rammarico direi lo stato del campo per la finale Under 19 che non ha retto dopo 2 giorni di pioggia e 4 partite consecutive. Questo ha condizionato la partita (anche se ritengo abbia vinto la squadra più forte) e me ne assumo ogni responsabilità, ma Pero rappresentava l’unica possibilità date le richieste della Federazione e numerose alternative vagliate.

Assofootball ha preso in mano la gestione della comunicazione federale. Una bella sfida. Come sarà organizzata la comunicazione federale? Nella chiacchierata di domenica hai detto (testuale): “Non tutto quanto viene pubblicato sul sito viene inviato via email (evitiamo di inviare cose non interessanti per la stampa)“. Chi decide cosa è interessante e cosa no? E quanto reputato “non interessante” che fine fa? – Sicuramente una sfida difficile, ma le difficoltà non sono mai state un deterrente sufficiente per rinunciare. In termini di organizzazione, la comunicazione e l’immagine federale fanno capo a me ed all’insostituibile Barbara Allaria.
Per quanto concerne “il metodo” torno a quanto ti ho raccontato parlandoti del mio percorso: non ho una preparazione specifica e non ho mai cercato di nasconderlo. Come in molte altre cose che ho fatto nel Football e nella vita mi pongo con un vantaggio ed uno svantaggio: il mio vantaggio è quello che non sono legato ad alcuno schema predefinito, a dogmi o prassi scolpite nella pietra ma mi concentro solo sui risultati che ottengo man mano che vado avanti, o come in questo caso ho ottenuto nel Football con le esperienze nei Rhinos e IFL Magazine, ma anche nelle mie aziende dove mi occupo sostanzialmente di pianificazione, organizzazione e marketing. Lo svantaggio è che senza titoli non posso dire “è così perché lo so” ma devo dimostrare ogni tesi con i numeri e finché non arrivano posso solo chiedere fiducia… In pratica non posso permettermi di fallire perché non potrò mai rispondere “non è colpa mia, ho seguito il manuale ma non ha funzionato”. In merito ai risultati sono contento però di poter già constatare che in meno di 2 mesi la Pagina FIDAF è cresciuta del 12%.
La comunicazione che intendo è molto orientata al marketing, è qualcosa di diverso che inviare una moltitudine di comunicati a liste indiscriminate di email, e il suo fine non si esaurisce quando appariamo sul trafiletto di una testata, ma quando qualcuno dopo averci “letto” viene a giocare, a tifare o a investire nel Football. Per questo il nostro impegno è quello di costruire un’immagine di qualità del “prodotto” Football e lavorare al suo “posizionamento su più mercati”: partendo dal movimento che rappresenta il primo vero amplificatore che attira nuovi tesserati, pubblico e sponsor, ai media “main stream” con cui cerchiamo di instaurare rapporti proficui che vadano oltre all’apparizione sporadica, che seppure ci gratifica a conti fatti “fuori” serve a poco. A questo fine, posto che ogni notizia viene pubblicata sul Sito Internet ufficiale, poniamo una particolare attenzione alla selezione ed alla forma dei contenuti “notiziabili” (sto seguendo un corso di approfondimento in merito presso il CONI proprio in questo periodo) da indirizzare alla stampa specializzata ed a quella che definiamo stampa “laica”. Cosa è interessante o meno lo decidono i lettori per i nostri canali diretti e i nostri interlocutori per quanto concerne la stampa… Le risposte ce le danno i numeri ed i feedback, basta leggerli correttamente. Detto questo, stiamo cercando di strutturarci in modo da raggiungere in modo efficace e selettivo quanti più “addetti ai lavori” possibile: siamo solo all’inizio e c’è moltissimo da fare, migliorare, perfezionare, di errori ne abbiamo fatti e ne faremo molti, quindi ogni suggerimento ed ogni critica costruttiva sono ben accetti.

Ma la ‘Comunicazione’ dovrebbe non solo esser mirata al marketing, per il quale dovrebbe esistere un settore dedicato. La comunicazione dovrebbe appunto comunicare l’attività (tutta) della Federazione, starà poi ai destinatari decidere se, quando e quanto spazio dare alla notizia. Castrare la comunicazione alla fonte non mi sembra un’idea proprio eccellente. Certo, i comunicati sono proposti sulla pagina Fidaf, ma siamo sicuri che i giornalisti abbiano il tempo e la voglia (specialmente quella e specialmente quelli fuori dall’ambiente) di andare a scartabellare il sito per veder se fosse per caso successo qualcosa? – Cercherò di sintetizzare una risposta che meriterebbe una digressione almeno su 3 concetti di base come marketing, visibilità/notorietà (awareness) e risultato (redemption). La comunicazione non è “mirata al marketing” questa è una contraddizione in termini, piuttosto e l’approccio di marketing che mira a conseguire risultati tangibili (oltre al trafiletto). Pur rispettando la tua visione, personalmente non credo né che nell’era della comunicazione 2.0 i giornalisti siano gli unici detentori della nostra visibilità, né che loro facciano regolarmente una cernita di tutto ciò che ricevono da chiunque. Per questo nei rapporti con i la stampa vogliamo diventare un interlocutore “di interesse” dimostrando di saper “confezionare” notizie giuste, al momento giusto per i contatti giusti. Per farti un esempio, i comunicati che mandiamo ai “non specializzati” sono scritti diversamente da quelli che vedi sul Sito, a partire dalla terminologia fino al focus che viene spostato su quei connotati della notizia più fruibili al grande pubblico. La stampa specializzata, ma sappiamo entrambi di parlare di un numero limitato, invece deve ricevere tutto e mi accerterò che questo accada.
Tornando alla visibilità, il media più importante che conosco è Internet dove il rapporto con i “lettori” è ben più articolato che lo schema COMUNICATO-ARTICOLO-LETTORI. Gestire la comunicazione significa gestire i rapporti con un pubblico che in larga parte si relazione con noi senza intermediazione, un pubblico che reagisce alle informazioni, chiede approfondimenti, condivide, commenta e molto altro ancora. In poco più di un mese abbiamo lavorato per creare una lista di contatti per quanto concerne i giornalisti (specializzati e non) oltre ad un impianto in grado non solo di “parlare” ma anche di “ascoltare”, rispondere e possibilmente ispirarsi alle aspettative del pubblico. Un pubblico che raggiungeremo attraverso molti canali e la stampa (online ed offline) è uno di questi, ma non l’unico. In questo modo raggiungiamo quella risposta “concreta” (le redemption) alla quale miriamo: più gente in campo, sugli spalti e che investe nel Football.

Voglio dire, che un comunicato per l’inizio della stagione di Terza me l’aspettavo, come mi aspetto un resoconto della giornata. – L’inizio dei campionati è stato comunicato attraverso vari canali. Nello specifico il comunicato di venerdì a cui fai riferimento è stato pubblicato sul Sito Federale, sulla pagina Facebook e vari gruppi dedicati registrando un ottimo riscontro per quanto fosse solo un richiamo alla vigilia della prima giornata. Avremmo potuto inviarlo alla stampa specializzata, su questo ti do ragione. Per quanto riguarda i resoconti delle giornate di campionato ci sono società, leghe e media specializzati molto attivi su questo fronte e decisamente più tempestivi di noi. Ci stiamo organizzando per produrre una breve nota con i risultati da inviare alla stampa entro il martedì successivo agli incontri ma certamente non produrremo veri e propri comunicati. La comunicazione della Federazione, nell’ambito della cronaca sportiva, si limiterà a commenti relativi ai main event ed alla Nazionale.
Comprendo che questo approccio più istituzionale e appunto “marketing” sia una novità, e come ogni novità possa suscitare dubbi e addirittura diffidenza, ma se FIDAF ha deciso di cambiare e ci ha incaricati di curare la propria immagine e comunicazione, ha fatto una scelta chiara nel tipo di approccio che desidera. A noi ora dimostrare che ha fatto la scelta giusta.

American Football News – foto Patricia Pace

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in News e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...